Storie a schegge

Perfetti sconosciuti

Ti stringi nelle spalle mentre una goccia d’acqua scivola velocemente lungo il bicchiere.
Nella strada risuona una canzone tristissima, il fiato è dello stesso sassofonista a cui hai lanciato un sorriso di speranza e una moneta non troppo tempo fa.
Lo senti quando non c’è più niente da fare, lo senti sulla pelle come un graffio che continua placidamente a sanguinare mentre con nonchalance lo tamponi con un tovagliolo.
Siediti più vicina e abbracciami come se non mi stessi lasciando andare.
Ho immaginato talmente tante volte questa scena da aver consumato le lacrime in anticipo sui tempi.
Perdonami se adesso che servono non ne ho più, perdonami se sembro indifferente.
Raccoglierei ad una a una le gocce di questo bicchiere per bagnarmene il viso, per dimostrarti che sto male davvero.
Ma poi sorridi e lo fai in quel modo disperato e dolce che non potrò mai dimenticare.
Abbandono la competizione, hai vinto tu.

1 pensiero su “Perfetti sconosciuti”

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