Storie a schegge

Finita

“E comunque per me è finita qui”- le aveva detto senza giri di parole né la parvenza di alcuna emozione.
Finita. Finita.
Dopo anni di strascichi, di rinunce, di lacrime.
Finita.
Come un tubetto di dentifricio spremuto fino all’ultima goccia improvvisamente vuoto e inutile destinato ad essere buttato nell’immondizia tra cotton fiocc usati e contenitori di cibi precotti.
“E adesso? Adesso, – si era detta- cosa si fa? Come funziona? Sono io quella che va via o sono io quella che resta? E la porta? Forse dovrei sbatterla e correre via.”
L’ennesima umiliazione.
Un peso, non era stata che una palla al piede anche per lui.
Il suo Luca dallo sguardo fiero e le braccia forti.
Luca che sapeva sempre cos’era meglio, cos’era giusto. Per se stesso e per lei.
Si era soltanto dovuta abbandonare a quelle braccia, il resto era stato deciso e portato avanti da lui. I regali di Natale ai parenti, i vestiti da trasferire nella nuova casa, gli album da disegno semivuoti imprigionati in uno scatolone e riposti in soffitta.
Era stato lui a sistemare ogni cosa, a indicarle la strada, o meglio, a trascinarsela dietro.
Come un bravo cadetto pian piano aveva imparato ad annuire, assecondare, rispondere Sissignore ad ogni ordine e richiesta.
Tutti quei sogni non erano state altre che illusioni, bugie per fannulloni e pigri senza voglia di lavorare.
E le era sembrato di non aver aspettato altro che qualcuno che le insegnasse a rigar dritto, senza perdersi in fantasie e sciocchezze futili.
Non ne aveva dubitato nemmeno per un istante, nemmeno mentre tra le lacrime lo  aveva guardato far volare i colori dalla finestra urlandole quanto stesse impiegando male il proprio tempo e le proprie energie.
Integratori, pillole su pillole: per la memoria, per ottimizzare l’energia, per superare lo stress, per dormire abbastanza.
Pasti regolari e sani, attività fisica costante.
Non era mai stata così in forma, così bella. Lui l’aveva resa migliore, le aveva dato l’occasione che a poche donne capita nella vita: essere la versione migliore di sé.
E adesso la stava lasciando.
Finita aveva detto.
Proprio così.
Finita.

3 pensieri su “Finita”

    1. È solo una storia. Magari non mia, non di un’amica, ma di un qualcuno che soffre e tace e spera. Magari di un qualcuno lontano, ma in fondo non così tanto.
      È solo una storia. (Come se poi specificarlo potesse realmente sminuirne il valore.)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...