Frammenti di pensieri

Lo cerco anch’io

Stamattina hanno di nuovo chiamato.
Un numero di cellulare sconosciuto, tanto per cambiare.
Di solito non rispondo mai la prima volta, controllo nel magico contenitore di informazioni Google e poi decido se aggiornare la crescente lista nera del mio telefono o lasciar correre.
Stamattina no, ho risposto spinta da chissà quale recondita speranza.
L’ennesimo centralinista che voleva rifilare un prodotto o un abbonamento, o magari entrambi.
A volte basta una frase saettante nelle orecchie a fermare il tempo: “Signora, cercavo il signore A.”.
Sorpresa, mi sono lasciata sfuggire un “Mio padre?” che ha sancito la fine della chiamata lasciandomi con lo schermo illuminato e il classico silenzio freddo delle telefonate bruscamente interrotte.
Chissà, forse, il povero centralinista ha avvertito nell’aria il sentore del pericolo, forse il “Mi creda, lo sto cercando anch’io” che ho poi sussurrato allo schermo silenzioso l’ha raggiunto prima che lo pronunciassi realmente e ha preferito salvarsi interrompendo la conversazione.
Con ogni probabilità non lo sapremo mai, ma se lui è riuscito a scamparsela non si può dire lo stesso per me.
Per qualche strano maleficio i giorni antecedenti il mio compleanno mi preparano l’umore in maniera bizzarra e per lo più negativa. Se qualcosa può andar storto, non solo ci andrà, ma si rivelerà una colossale catastrofe. Non importa quale siano le effimere e illusorie certezze del periodo, crolleranno spazzate da un soffio di vento esattamente come la casa di paglia dei tre porcellini a opera del lupo cattivo.
Talvolta mi chiedo se la mia stessa vita non sia l’incarnazione del lupo cattivo che tenta di sfinirmi per poi fagocitarmi nel suo insaziabile pancione.
Dovrei costruirmi anch’io una casa di mattoni, ma non sono più così sicura di riuscire a trovarne di nuovi della stessa qualità di quelli che mi sono stati affidati nel corso degli anni.
La realtà mi sembra vacillante e così incerta che basta un tocco per vederla disgregarsi e ridursi in polvere. Altro che mattoni solidi.
Mi domando, allora, adesso che non c’è più chi mi riservava quelli migliori, se in questi anni di insolenza e caparbietà ho almeno imparato da lui a costruirne di simili, non uguali, no, sarebbe illusione, ma di simili per resistenza e solidità.
Me lo domando mentre percorro una strada che nasconde sempre più curve di quante mi aspettassi e che mi fa sorgere il lecito dubbio che, mattoni o non mattoni, ci vorrà ancora molto prima di arrivare nel luogo giusto dove iniziare a costruire.

2 pensieri su “Lo cerco anch’io”

  1. il tempo e la pazienza ti daranno la giusta misura. Nessuna “cosa” può essere uguale a quella fatta da altri ma essere simile in forza e sentimenti ed è questo ciò che conta almeno io la vedo così

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...