Storie a schegge

Di mare e di conchiglie

È stancante cercare di essere sempre sul pezzo.
Essere sempre aggiornati su tutto, mostrare di sapere bene cosa succede qui, là e altrove, ritagliarsi il tempo di approfondire, cercare le fonti, confrontarle, farsi un’idea.
È sfiancante, lo capisco.
Qualcosa resta inevitabilmente fuori: il più delle volte si scivola sulla superficie senza avere il tempo di tuffarsi in profondità. Anche perché, a conti fatti, non ha senso cercare conchiglie negli abissi quando le puoi trovare comodamente sulla spiaggia portate dalla risacca.
La gente camminando sulla battigia si china a raccogliere quelle dalla forma più accattivante e le porta con meraviglia all’orecchio pronta a lasciarsene ammaliare.
Ascolta distrattamente lo sciabordio delle onde mentre aguzza la vista in cerca di un’altra conchiglia, ancora più bella, ancora più grande. Poi, una volta concluso questo rituale fanciullesco, ripone il tutto nel secchiello sporco di sabbia che porta tra le mani.
Accumula e dimentica, alimentando una collezione sterminata da mostrare sul momento e da riporre poi nel dimenticatoio.
Leggenda narra che la giovane Piperita un giorno abbia deciso di mettere un punto a questa incresciosa situazione.
Dopo aver accompagnato i genitori alla solita passeggiata mattutina in riva al mare, aveva assistito, con tutta la sua curiosità di vispa quindicenne, al “rito”.
Al fascino iniziale per questa pratica condivisa da molti, era subito subentrato un sentimento contrastante che l’aveva spinta a chiedersi cosa avrebbe potuto ascoltare immergendosi direttamente nelle profondità del mare.
Un dubbio di tale entità andava indagato e il mistero doveva essere risolto.
Così un giorno, in preda a un coraggioso atto di ribellione, Piperita si era tuffata, incurante del freddo e delle onde grandi e minacciose.
Era scesa in profondità e aveva potuto osservare una tale vastità di conchiglie, ognuna particolarissima e bella a modo proprio, da capire quanto fosse valsa la pena, vederle lì, sentire l’acqua salata solleticarle le orecchie e cantarle una musica nuova.
“Con tutto il rispetto per le conchiglie – aveva confidato a Neva – non possono proprio competere con la profondità del mare.
“E adesso cosa farai? – aveva chiesto l’amica sul punto di riderle in faccia – Con tutti i problemi che ci sono, ti sembra normale parlar di conchiglie e di mare?”
Avvilita, Piperita l’aveva salutata con un nodo alla gola e la netta sensazione di essere una sciocca, come persona e come amica. Però, lasciando la stanza, girandosi per un’ultima occhiata, aveva notato con grande stupore una conchiglia sbucare dall’impolverato pavimento sotto il letto.
“E quella?” – aveva chiesto sorpresa.
Neva con un calcio si era affrettata a nascondere la prova: “Non è nulla, soltanto un vecchio giocattolo”.
Ondate di scuse le avevano allontanate: come dopo una burrasca si erano ritrovate naufraghe su isole diverse e lontanissime.
Leggenda narra che proprio quel giorno Piperita abbia preso la decisione che le avrebbe cambiato per sempre la vita.

2 pensieri su “Di mare e di conchiglie”

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