Stridore

Tendiamo l’orecchio solo verso quello che riconosciamo.
Storie, canzoni, parole.
Un richiamo da un luogo remoto che unisce presente e passato, rispolverando ricordi nebulosi e lontani sedimentati da qualche parte nella mente e nel cuore.
Il resto, tutto il resto, ci resta estraneo, del tutto inaccessibile.
L’altro orecchio è proteso solo verso di noi, ad ascoltare la nostra vocina interiore che sciorina paturnie e sospira speranze.
Vorrei sentire la tua voce, ma non raggiunge il mio padiglione, si disperde nell’aria che ci divide.
Vorrei urlarti di parlare più forte, proporti di venirci incontro e trovarci a metà strada, ma nemmeno tu riesci a sentirmi.
Allora inanello parole scritte, sentendo l’inadeguatezza, il cigolio stridulo di un meccanismo inceppato che andrebbe oliato e curato per poter tornare a scivolare.
Vorrei spargere parole come coriandoli, far piovere colori, speranze, storie. Vederle magari posarsi su di te.
Se ci riuscissi, se ci riuscissi davvero, mi riconosceresti?

3 pensieri riguardo “Stridore

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